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Programma di PODEMO per le elezioni di Trieste 2021 - Podemo
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  • Tutti noi triestini sappiamo bene quali siano le potenzialità di Trieste, e siamo perfettamente coscienti di come chi oggi la amministra non sia minimamente in grado di svilupparle. Questo genera inevitabilmente frustrazione. Siamo arrivati a...

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Il segreto per la felicità è la libertà. E il segreto per la libertà è il coraggio.
─ Thoukydídes, V secolo a.C.
Il programma contenuto in questa pagina è il risultato di anni di scambio di idee e di collaborazione e lo consideriamo, già adesso, più completo ed ambizioso di qualsiasi programma politico mai visto a Trieste. Nonostante ciò, la versione attuale va considerata come temporanea e in costante miglioramento.
Chiediamo e diamo maturità: nessuno potrà mai essere d’accordo su tutto, ovviamente, ma se sei a favore anche solo dell’80/90% di quanto puoi leggere qui sotto, ti chiediamo di considerare di aiutarci.
Scopri adesso come fare →
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1.  Sviluppo

1.1 A Trieste abbiamo già alcune fra le condizioni più vantaggiose possibili: una posizione geografica perfetta, privilegi fiscali unici nel continente, una varietà naturalistica e culturale invidiabile, ricchezza enogastronomica, e una mentalità che permette di bilanciare vita e lavoro.
È arrivato il momento di integrarle con una situazione di sviluppo che sia di qualità e sostenibile nel tempo.

1.2 Nell’attuale condizione di depressione produttiva e sociale dobbiamo fare attenzione non solo al PIL, ma anche e soprattutto all’SPI (indice di progresso sociale)1Social Progress Index, puntando ad una crescita che sia pienamente socioeconomica2Il mancato progresso sociale, oltre che economico, può avere risultati disastrosi: Researchers say Western IQs dropped 14 points over last century – Yahoo News.

1.3 Per questo motivo, intendiamo agevolare l’immigrazione di qualità, in modo da incorporare a Trieste il meglio che il mondo ha da offrire – come già oggi siamo in grado di fare, per esempio, nell’ambito scientifico – e intendiamo rigettare completamente le politiche di immigrazione che non prevedano alcuna possibilità di crescita né di integrazione, come quelle oggi in vigore. Per noi – considerando la triestinità un fattore culturale più che genetico – l’immigrazione dev’essere un processo selettivo, graduale e basato sulle reali necessità del territorio.

1.4 Al triestino medio piace lamentarsi delle condizioni attuali: perché? È semplice; noi tutti sappiamo bene quali siano le potenzialità di Trieste, e siamo perfettamente coscienti di come chi Trieste oggi la amministra non sia minimamente in grado di svilupparle.
Questo genera inevitabilmente frustrazione. Ma il tempo delle lamentele deve finire: ognuno di noi deve prendersi delle responsabilità e cominciare ad agire oggi, per costruire un futuro migliore.

1.5 Va agevolato lo sviluppo delle tecnologie digitali a servizio del cittadino, oggi decisamente insufficienti in questa parte d’Europa3Su 60 paesi in esame l’Italia è 32esima e la Slovenia 29esima, entrambe con un basso tasso di crescita, mentre le città-stato come Singapore e Hong Kong sono saldamente fra i paesi in testa – Digital Evolution Index 2017, http://sites.tufts.edu/digitalplanet/dei17/.

1.6 I triestini dovranno avere gli spazi e i modi necessari per dare forma alle proprie energie creative, imprenditoriali e sociali, così da poter portare benefici alla comunità intera.


 

2.  Internazionalità

2.1 Per noi le lingue sono strumenti utili nella vita, senza connotati politici. Trieste sarà quindi completamente trilingue: italiano, sloveno e inglese. L’aggiunta dell’inglese è prevista e necessaria per poter agevolare lo spostamento di persone e merci verso Trieste, da ogni angolo del globo.

2.2 Per qualsiasi ruolo-chiave tecnico (per esempio in caso di opere d’architettura e di ingegneria) sarà effettuata una selezione internazionale ai più alti livelli, e ad ogni figura principale di questo tipo saranno associati studenti universitari, impiegati pubblici o esperti locali, in modo da mantenere nel tempo sul Territorio le conoscenze avanzate necessarie a progredire.

2.3 Creazione di un’agenzia stampa d’informazione – snella e a basso costo, ma ufficiale e al servizio del Territorio – in grado di comunicare in più lingue e far parlare di Trieste presso più punti d’interesse possibile: nelle regioni attorno a noi, in tutta Europa e non solo.

2.4 Creazione di un sistema di “tutor” in inglese/tedesco/russo/cinese/etc. in grado di accompagnare ed aiutare chi è intenzionato ad investire a Trieste un capitale di almeno 50.000 euro e non parla ancora bene le lingue locali.

2.5 Forte sviluppo del sistema di comunicazione turistica “Discover Trieste”, che deve diventare un centro d’attenzione internazionale verso Trieste e le regioni che la circondano, al pari dei migliori servizi di promozione ed accoglienza al mondo.

2.6 Qui abbiamo tutta una serie di eccellenze che faticano a trovare sbocchi internazionali: sviluppando il “Made in Trieste” come sinonimo di affidabilità e lavorando in rete sul territorio sarà possibile superare quest’ostacolo.

2.7 Sia il nostro movimento che l’amministrazione di Trieste dovranno assumere un atteggiamento di neutralità in ambito geopolitico4I membri del movimento sono liberi di avere ed esternare la propria opinione personale in ambito geopolitico; essa però non andrà mai confusa con la posizione ufficiale del movimento, che è neutrale..

2.8 Le relazioni con l’estero saranno gestite in maniera il più possibile diretta: a tale proposito saranno realizzate delle strutture permanenti di promozione eno-gastronomica in più città, in Europa e nel mondo, e ad esse saranno associate delle “mini-ambasciate” in grado di tessere e costruire rapporti a tempo pieno, nell’interesse della collettività. Queste strutture prevedono un investimento pubblico iniziale, ma saranno progettate e condotte in modo da mantenersi autonomamente nel tempo.


 

3.  Innovazione e ambizione

3.1 Il mondo cambia. Oggi il meglio, quanto di più efficiente e utile ci sia al mondo è a nostra disposizione, se lo vogliamo vedere e se avremo la capacità per integrarlo con la nostra realtà. Il saperci guardare attorno, individuando le eccellenze su scala globale per poi applicarle a Trieste è un nostro tratto fondamentale.

3.2 I triestini hanno rinunciato a lavorare per costruire un futuro migliore, perché negli ultimi decenni sono stati oggetto di una serie di decisioni prese dall’alto, spesso scadenti e mediocri. Questo deve cambiare: se vogliamo possibilità lavorative migliori un domani, dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per farle emergere oggi.

3.3 L’innovazione – quella vera, che migliora la vita di tutti – si ottiene prendendosi rischi e responsabilità, ma soprattutto premiando chi dimostra di saperci fare: siamo ferocemente contrari a qualsiasi nepotismo o favoritismo su basi inesistenti.

3.4 Dopo decenni di depressione economica siamo diventati poco produttivi, spesso senza alcun modo di dare forma alle proprie idee. Sarà perciò organizzato un “festival dello sviluppo”, in cui ogni cittadino potrà proporre le proprie idee e competenze. Le proposte migliori saranno realizzate davvero, e saranno previste categorie speciali per studenti ed universitari.

3.5 Saranno predisposti, in partnership pubblico-privata, spazi per agevolare produzione, riproduzione e prototipazione tramite le più avanzate tecnologie a disposizione, come a esempio stampa 3D industriale, prototipazione PCB, taglio laser, e così via, in modo da dare uno strumento a studenti e cittadini per realizzare le proprie idee.

3.6 In un’Europa sempre più statica e senza idee, Trieste deve diventare un approdo sicuro per chi immagina un futuro diverso e intende metterci la faccia, il sudore e i finanziamenti per poter realizzare le proprie idee. Incubatori ed acceleratori di impresa saranno sviluppati con priorità assoluta; per ridare respiro al Territorio, lo spirito imprenditoriale basato sull’economia reale avrà il massimo supporto.

3.7 Il sindaco (o altra figura principale) terrà un resoconto online con brevi interventi quotidiani per informare la cittadinanza delle azioni fatte e delle iniziative portate avanti.

3.8 Fisicamente esistono due Trieste distinte, che avranno bisogno di soluzioni diverse: quella storica, da preservare e rivitalizzare quale cuore della città, e quella dei margini e delle periferie, che va completamente ripensata e riprogettata da zero.

3.9 Non dovranno più esistere periferie degradate: non ci possiamo permettere che l’ambiente pubblico in cui cresciamo e viviamo sia scadente, trascurato e sporco, com’è oggi nella maggior parte delle aree urbane di Trieste e dintorni.


 

4.  Istruzione

4.1 È necessario che i nostri figli e nipoti abbiano possibilità migliori di quelle che abbiamo avuto noi. Per questo motivo, l’intero sistema scolastico andrà gradualmente mutato verso un’educazione completamente quadrilingue in italiano, sloveno, inglese e tedesco. Questo darà loro la possibilità, in futuro, di interagire direttamente con il nostro hinterland e con l’intero bacino Adriatico-Danubiano, da sempre l’orizzonte culturale di Trieste.

4.2 Non si tratta di un’invenzione estemporanea: istituti quadrilingui erano presenti a Capodistria fino al 1909, e ad oggi sono attivi nella vicina Carinzia, a Klagenfurt5Sezione quadrilingue “Kugy”, SLOG – Klagenfurt; innumerevoli studi dimostrano che un’impostazione plurilingue introdotta fin dai primissimi anni funziona perfettamente anche come strumento per uscire da povertà6Bilingualism Enriches the Poor: Enhanced Cognitive Control in Low-Income Minority Children – Psychological Science o condizioni disagiate7Life as a bilingual – Psychology Today, https://www.psychologytoday.com/blog/life-bilingual.

4.3 Il sistema educativo ed accademico triestino è oggi gestito, in massima parte, con criteri prettamente colonialisti8“To the extent that the control and management of the colonized required the cultivation and application of various disciplines such as history, linguistics, geography, economics, sociology and anthropology in the colonies, we may refer to the academe as imperialistic.” – Syed Faris Alatas, Academic dependency and the global division of labour in the social sciences, Current Sociology; November 2003., non solo dal punto di vista finanziario ma anche e soprattutto qualitativo9OECD – Programme for International Student Assessment, http://www.oecd.org/pisa/data/, ideologico, tecnologico e pedagogico. Il primo passo per risolvere questo problema consiste nell’essere coscienti di quanto enorme esso sia per la nostra comunità: lo standard educativo attuale è stato ideato a centinaia di kilometri di distanza per rispondere a necessità totalmente diverse dalle nostre, ed evolverlo è, per noi tutti, assolutamente prioritario.

4.4 Questo processo inizierà quindi, nei tempi più brevi possibili con dei programmi-pilota, a partire dagli asili nido e dalle scuole materne, per poi espandersi fino al livello universitario e post-universitario, dove peraltro le eccellenze in grado di sostenerlo (SISSA, MIB, …) già esistono, anche se andranno messe in condizione di poter competere ai più alti livelli internazionali.

4.5 Sta a noi creare l’anello mancante fra una condizione in cui l’analfabetismo funzionale è rampante (in Italia superiore al 40% della popolazione, mentre a Trieste il 18.5% dei ragazzi abbandona gli studi prematuramente10Abbandono istruzione – Sisreg) e una nuova realtà in cui l`eccellenza diventa una possibilità per tutti.

4.6 Ci sono delle materie – come economia, cultura del mare ed imprenditorialità – che spiegano il passato di Trieste e sono funzionali a capirne il presente, così come a progettarne il futuro. Intendiamo farne parte della conoscenza comune, partendo dall’età scolastica.

4.7 I ricreatori sono una nostra peculiarità, ad oggi sottoutilizzata. Dovranno diventare il punto d’incontro fra il sistema educativo e le varie associazioni culturali, sportive e hobbystiche già presenti sul territorio.

4.8 Per quanto riguarda l’attività sportiva, sarà data priorità – dove possibile in collaborazione con partner privati – alla creazione di una diversità maggiore di impianti ed attività, con l’obiettivo di focalizzare gli sforzi su quelle specialità che possono fare di Trieste una capitale d’area come già avviene, per esempio, con la vela o il pattinaggio.

4.9 Sarà istituita una Federazione Sportiva Triestina, che organizzerà un campionato annuale – come oggi già avviene con lo sci – per ogni sport con un numero sufficiente di atleti, in modo da rafforzare il senso di comunità e contribuire ad alzare il livello.


 

5.  Trasporti

5.1 Chiunque viaggi oppure abbia un’attività a Trieste lo sa bene: non possiamo più permetterci di rimanere isolati. Il sistema dei trasporti intra-cittadino è efficiente, ma ci ritroviamo in una situazione di quasi completo isolamento per quanto riguarda qualsiasi spostamento a medio o lungo raggio: a questa situazione ci siamo ormai abituati, ma si tratta di una condizione per nulla normale, da risolvere con urgenza.

5.2 Da Portorose a Ronchi abbiamo a che fare con un unico centro urbano, che va collegato in modo efficiente ed affidabile, in modo da creare una mini-potenza economica in grado di crescere su larga scala.

5.3 Il primo passo sarà portare avanti ogni passo necessario per la realizzazione di un sistema ferroviario (metropolitana leggera) che utilizzi principalmente i binari esistenti ed in disuso, mettendo in rete l’intera area; un progetto per cui peraltro sono già stati completati con successo gli studi preliminari11Adria-A (EU-funded project), http://www.adria-a.eu/. Città di tutto il mondo (da Londra ad Addis Abeba12Addis Ababa light rail opens – Railway gazette) spendono ogni anno miliardi di euro per costruire sistemi di mobilità regionale, e noi che già abbiamo quasi tutte le infrastrutture necessarie – e a fronte di una spesa infinitesimale – siamo fermi.

5.4 Se, data la dipendenza da partner esterni, non sarà possibile realizzare in tempi brevi una rete efficiente di trasporto ferroviario, sarà istituito un sistema di trasporto autostradale in grado di collegare Trieste e dintorni direttamente con le principali città e aeroporti in un raggio di 400km. Questo tipo di trasporto – in grado di sfruttare la posizione geografica vantaggiosa di Trieste – diventerà, nel tempo, la linfa vitale che consentirà a triestini e visitatori di viaggiare e lavorare in modo consistente ed efficiente13L’entrata nel mercato di Flixbus ha migliorato positivamente la situazione, in tempi recenti. Il ruolo dell’amministrazione pubblica dovrà essere quello di agevolare ed ampliare i collegamenti esistenti..

5.5 Sarà studiata la possibilità di realizzare un sistema di trasporto via mare efficiente ed economicamente sostenibile nel lungo termine.

5.6 Per quanto riguarda la sicurezza stradale il nostro modello sarà il Giappone142015 Roads in Japan, 国土交通省 – https://www.mlit.go.jp/road/road_e/pdf/ROAD2015web.pdf, riscontrabile (per esempio) in forma di “barriere rotanti”15Shindo Safety – Rolling barrier da posizionare presso le curve più pericolose, in modo da rendere la quasi totalità degli incidenti non-fatali, oltre che nel livello altissimo di manutenzione raggiunto16Tokyo Metropolitan Government – Maintenance and repair of roads and bridges.

5.7 Andrà sviluppato un sistema di segnaletica ciclo-pedonale coerente, capillare, integrato e standardizzato, su modello di quanto visto in Germania17Signposting – Nationaler Radverkehrsplan Deutschland, Svizzera e Fiandre.

5.8 Sarà sviluppata una rete ciclabile il più possibile alternativa a quella automobilistica; sarà testata la possibilità, per fini sia turistici che di trasporto, di implementare un sistema automatizzato di risalita per bici, come già realizzato in Norvegia18Trampe Cyclocable – Trondheim.


 

6.  Ambiente e sanità

6.1 I nodi irrisolti delle aree da bonificare e dei disastri ambientali vanno affrontati con decisione: sarà chi ha causato il danno – o lo ha avvallato direttamente o indirettamente – a doverne rispondere, anche di persona.

6.2 È innegabile che Trieste sia sempre più sporca, e questo dipende sia dai cittadini che dall’inefficienza dei servizi forniti. Sarà possibile sensibilizzare la cittadinanza tramite campagne informative non-convenzionali, mentre per quanto riguarda i servizi ne saranno monitorate le operazioni e l’efficienza, con un sistema di incentivi o penali legato ai risultati raggiunti. Nel lungo termine promuoveremo, per quanto compatibile con i singoli quartieri, la rimozione degli sporchi ed anti-igienici cassonetti dalle nostre strade.

6.3 I cittadini che sporcano, imbrattano o vandalizzano gli spazi pubblici saranno messi in condizione di porre rimedio in prima persona al danno fatto, dedicando il proprio tempo a ripulire e sistemare il territorio.

6.4 Trieste non può raggiungere l’autosufficienza energetica senza impiegare tecnologie di energia sostenibile, così come di cogenerazione diffusa; lo sviluppo in questo senso sarà promosso senza sosta. Supportiamo quindi pienamente i tre articoli della dichiarazione universale per i diritti energetici dei cittadini19Universal declaration of energy citizens’ rights.

6.5 Sarà effettuata una mappatura ufficiale di tutti i luoghi inquinati sia recentemente che in passato, grotte incluse – e tramite una strategia di pulizia e bonifica affiancata a specifiche politiche di prevenzione questo fenomeno potrà finalmente essere ridotto ai minimi termini.

6.6 Il Carso va mantenuto come polmone verde e area non ulteriormente cementificabile, basata – con l’esclusione dei maggiori centri abitati – principalmente su settore primario e turismo.

6.7 Sotto il Territorio di Trieste esiste una sistema di faglie sismiche attive recentemente individuate20Ecco la prima mappa della faglia del Golfo di Trieste, e per questo motivo l’adattamento di più edifici possibile ai più avanzati standard antisismici dev’essere una priorità nel lungo termine. Nessun nuovo edificio dovrà essere costruito senza tenere conto di questo fattore.

6.8 Per quanto riguarda il problema della Ferriera, noi siamo per la piena riconversione portuale dell’area, da integrare con la nostra Free Zone in modo da addirittura aumentare il numero di posti di lavoro rispetto ad oggi21Servola Infrastructure Expansion Project – AMEM, http://www.amem.at/pdf/AMEM_Servola-Infrastucture.pdf. Riteniamo però che l’ultima parola su un problema così impattante e a lungo termine possa essere presa solo da una consultazione popolare su base democratica.

6.9 Il sistema sanitario triestino è la spesa pubblica principale sul nostro territorio, ed ammonta a più di mezzo miliardo di euro l’anno. Per questo motivo, sia gli aspetti operativi che quelli finanziari saranno ispezionati e controllati nel dettaglio, in modo da evitare sprechi ed, eventualmente, punire gli abusi.

6.10 Una volta stabilizzato l’aspetto finanziario, sarà possibile e necessario individuare alcune delle tecnologie e pratiche più avanzate e/o efficienti al mondo, e creare un ordine di priorità per poterle applicare qui. L’obiettivo è di ottenere un sistema che sia efficiente, così come accogliente ed a misura d’uomo.


 

7.  Assistenza sociale

7.1 La sicurezza sociale va implementata innanzitutto con un sistema di “safety net” (rete di sicurezza), secondo cui se una persona si trova in difficoltà, ad essa deve essere permesso di rialzarsi con prontezza e con dignità.

7.2 Successivamente a quest’intervento, sarà fatto ogni sforzo possibile per permettere alle persone coinvolte di entrare o rientrare nel mondo del lavoro.

7.3 A tale proposito, sarà reinstaurato l’organo SELAD (SEzione Lavoro Aiuto Disoccupati), grazie al quale in via temporanea sarà possibile raggiungere la sussistenza e l’autonomia, in cambio di aiuto tramite lavori di manutenzione (oggi inesistente o totalmente inefficiente) od ogni genere di intervento costruttivo sul Territorio.

7.4 In alcuni paesi sembra essere più importante costruire (male) che mantenere quello che già si possiede. Pur cercando sempre nuove soluzioni ottimali che permettano alla nostra comunità di progredire, intendiamo allestire un sistema manutentivo del Territorio completamente diverso, interagendo direttamente con – per esempio – le città nord-europee di dimensioni simili alla nostra, come Aarhus, Bergen o Tampere, che hanno ampiamente risolto questo genere di problemi.

7.5 Nel tempo, sarà possibile affiancare al SELAD un servizio civile giovanile su base completamente volontaria.

7.6 Va inoltre creato un servizio/bacheca ufficiale, a piena disponibilità dei privati, in cui la domanda e l’offerta di lavoro nel nostro Territorio potrà essere facilmente consultabile, chiara, rapida ed efficace.

7.7 Questi sono quindi i tre passi che prevediamo:
a. Rete di sicurezza, 
b. SELAD, 
c. Domanda-Offerta.


 

8.  Sicurezza e spazi pubblici

8.1 Il nostro Territorio è compatto, e di conseguenza molto facile da monitorare. Questo ci permetterà di mantenere alto il livello di sicurezza, così come di migliorare con relativa facilità la qualità degli spazi pubblici.

8.2 Ci impegnamo però fin d’ora a sviluppare il monitoraggio in modo onesto, senza modalità autoritarie: chi monitora verrà a sua volta controllato, registrando tutte le attività in corso, in modo da evitare a monte qualsiasi abuso.

8.3 La sicurezza passa sia per la gestione delle grandi emergenze, così come per la risoluzione dei piccoli problemi, oltre ad un sistema di manutenzione che possa evitarne la formazione: in alcuni paesi sembra essere più importante costruire (male) che mantenere quello che già si possiede, e questo è causa di degrado ed inefficienza.

8.4 Pur cercando sempre nuove soluzioni ottimali che permettano alla nostra comunità di progredire, intendiamo allestire un sistema avanzato di manutenzione del territorio, prendendo esempio e comunicando direttamente con – per esempio – le città nord-europee di dimensione simile alla nostra, come Aarhus, Bergen, Malmö, Tampere, … che questi problemi li hanno già risolti, in modo da implementare soluzioni simili.

8.5 Ogni circoscrizione o piccolo comune avrà a disposizione degli spazi con funzione di “Forum” pubblico, in cui i cittadini potranno introdurre, discutere e prendere decisioni sui piccoli e grandi problemi che li coinvolgono direttamente.

8.6 Intendiamo fornire ai cittadini (e non alle sole amministrazioni pubbliche) la possibilità di monitorare e segnalare, in tempo reale, quello che succede a Trieste. Tramite un’applicazione mobile sarà possibile segnalare disguidi, guasti e problemi, e sarà addirittura possibile, nel futuro prossimo, prevedere interventi manutentivi in anticipo22See.Sense, https://www.bikebiz.com/products/bike-lights-which-spot-potholes-before-they-form tramite tecniche di intelligenza artificiale. Ogni segnalazione sarà smistata all’ente di competenza, e Il cittadino potrà seguire in tempo reale il processo per la risoluzione del problema.

8.7 Quest’applicazione e relativo sito saranno pensati e progettati come un vero e proprio hub di comunicazione fra amministrazione e cittadino, includendo non solo segnalazioni, ma anche servizi di ogni genere, per esempio relativamente a trasporti, eventi, certificazioni, e così via.

8.8 Gli obiettivi di questo servizio sono multipli:
a. Risparmi a lungo termine di fronte ad una moderata spesa iniziale,
b. Una maggior percezione di sicurezza ad ogni livello,
c. Un monitoraggio efficiente dei problemi sul territorio,
d. Un radicale miglioramento dei servizi di manutenzione,
e. La presa di responsabilità delle entità pubbliche e private coinvolte,
f. La focalizzazione dell’amministrazione pubblica verso l’erogazione di servizi per la cittadinanza e della cittadinanza,
g. L’auto-responsabilizzazione di ogni cittadino riguardo la considerazione del bene pubblico.


 

9.  Cultura

9.1 Sarà data priorità assoluta agli eventi di respiro internazionale.

9.2 Sarà agevolata la commistione fra arte (visiva e non solo) e spazi pubblici, uno scenario già sperimentato con successo in Europa23The children’s hospital at The Royal London: Barts Health e in grado di portare innumerevoli benefici24Why we love – and need – public art – Forbes magazine.

9.3 Come fatto, per esempio, a Budapest25Színes Város – Budapest, http://www.szinesvaros.hu/en/, sarà organizzato un concorso internazionale d’arte applicata a muri e spazi grigi e in decadimento. Dopo un primo periodo di prova, saranno i cittadini del quartiere a decidere sul mantenimento o sulla cancellazione dell’opera.

9.4 Per quanto riguarda l’attività culturale saranno messi a disposizione, a breve o a lungo termine, spazi ed immobili oggi inutilizzati.

9.5 Va inoltre creato uno spazio di medie dimensioni per attività varie, per esempio adattando la Sala Tripcovich. Sarà data priorità alle attività in grado di contribuire al futuro di Trieste e lasciare un segno nel lungo periodo.

9.6 Per avvicinare il porto ai cittadini, sia nelle sue funzioni storiche che in quelle contemporanee, sarà organizzata una settimana della cultura marittima26Year of maritime culture – Estonia, e saranno poste le basi per un museo interattivo permanente su questo tema, come già presente in ogni città-porto europea degna di questo nome27Maritiem Museum – Rotterdam, http://www.maritiemmuseum.nl/en.


 

10.  Porto e lavoro

10.1 Il Porto di Trieste è, ancora oggi, il motore economico non solo del nostro territorio, ma anche delle regioni circostanti. Il suo potenziamento è per noi una priorità assoluta.

10.2 Il Porto Libero di Trieste va amministrato interamente secondo la legge internazionale in vigore: definito e gestito dall’Allegato VIII (8) al Trattato di Pace con l’Italia, pienamente vigente. Va applicato nella sua interezza e in modo letterale: in quanto legge, questo non è un punto negoziabile.

10.3 La legge in vigore implica, già oggi, numerosi vantaggi per la popolazione, fra cui:
a. peculiarità fiscali ed operative non sfruttate28GATT/WTO agreement – Territorial Application Frontier Traffic Customs Unions and Free trade Areas, Art. 3/b: “Advantages accorded to the trade with the Free Territory of Trieste by countries contiguous to that territory, provided that such advantages are not in conflict with the Treaties of Peace arising out of the Second World War.“, http://www.wto.org/english/res_e/booksp_e/gatt_ai_e/art24_e.doc,
b. una sede perfetta per fondare nuove aziende innovative,
c. l’avvio di operazioni di elaborazione di merci ed attività manifatturiere senza alcun vincolo (Art. 7.2),
d. maggiore efficienza nei trasporti da e per Trieste (Art. 16.1),
e. la piena autonomia dell’Autorità/Commissione Portuale da ogni ingerenza esterna,
f. la totale eliminazione di qualunque pagamento alle autorità amministrative italiane ad eccezione di quelli imposti per servizi resi (Art. 5.2),
g. la nomina di un Direttore del porto né cittadino italiano né ex-jugoslavo in modo da poter lavorare per gli interessi di Trieste e del Centro Europa (Art. 18.2),
h. l’assunzione preferenziale, a parità di curriculum, di cittadini di Trieste e Territorio (Art. 18.3).

10.4 L’istruzione tecnico-nautica e portuale legata alla gestione del porto internazionale sarà potenziata, introducendo anche le competenze economiche e finanziarie necessarie per operare nella Free Zone del territorio triestino.

10.5 Il Porto di Trieste non consiste del solo spostamento di container o petrolio, le attività poco vantaggiose (e poco redditizie) sviluppate oggi, ma anche e soprattutto di attività emporiali ad ampio raggio.

10.6 La ormai cronica mancanza di lavoro, ad ogni livello, è una causa diretta sia della mentalità auto-limitante di molti triestini, che dell’attuale assetto amministrativo di Trieste – parzialmente in violazione della legge internazionale in vigore, e dell’insostenibile burocrazia e tassazione (in Italia quasi al 65%29UE: Lo sforzo fiscale delle imprese italiane è al top – CGIA Mestre) che derivano da questo status. Per questo motivo, il tema del lavoro e dell’occupazione permea tutti i temi di cui ci occupiamo.


 

11.  Commercio e finanza

11.1 L’economia e la finanza triestine sono state ridotte ad una condizione letteralmente dipendente da un sistema dominante esterno; in questa situazione non ci può essere alcuno sviluppo se non come timido riflesso della, peraltro disastrosa, economia italiana30“The relation of interdependence between two or more economies, and between these and world trade, assumes the form of dependence when some countries (the dominant ones) can expand and can be self-sustaining, while other countries (the dependent ones) can do this only as a reflection of that expansion, …” – Theotonio Dos Santos, The Structure of Dependence, American Economic Review 60; 1970.. Di conseguenza sarà necessario pianificare da zero nuove attività, semplici e complesse, ispirate dalla realtà geografica, sociale e culturale di quest’angolo di Adriatico.

11.2 Per ricostruire il tessuto commerciale e per sviluppare da zero attività finanziarie sane, sarà necessario agire sia dal basso che dall’alto.

11.3 Uno dei primi passi sarà l’istituzione di una valuta complementare (sotto forma di buoni comunali), su modello di Bristol Pound31Bristol Pound – UK, http://bristolpound.org/what, Calgary Dollars e SCEC32Arcipelago SCEC – Italia, http://www.arcipelagoscec.net/come-funziona-lo-scec/, adottabile facoltativamente da qualsiasi attività commerciale o di servizi, che potrà decidere di accettare una quantità variabile (per esempio dal 5% al 30%) del pagamento nella valuta complementare locale. Così facendo, fino al 30% della ricchezza generata rimarrà sul territorio, e questo oltre a sviluppare – come ovvio – una crescita sana del nostro settore commerciale, rappresenta nel lungo termine anche un incentivo per il turismo, sia di massa che professionale, a ritornare a Trieste.

11.4 Saranno valutate operazioni di zonizzazione commerciale, in modo da caratterizzare le attività di specifici quartieri, vie o isolati, tramite la specializzazione in determinati prodotti o servizi, alzando di conseguenza il livello dell’offerta.

11.5 Per quanto riguarda le finanze pubbliche, sarà rinforzata il più possibile la coordinazione fra dipartimenti, in modo da eliminare sprechi inutili e reinvestire il più possibile nello sviluppo sano del Territorio.

11.6 Già oggi, seppure in una fase di stagnazione economico-finanziaria pluridecennale, una città-porto come la nostra genera ben più entrate per le casse pubbliche (4,6 miliardi/anno) di quante siano le spese reali sul territorio (3,0 miliardi/anno)33Elaborazione PODEMO su dati Adriaports, Dogane e Monopoli, CGIA Mestre, ImpresaLavoro, ISTAT, Porto di Trieste (2010-2018). . Ci impegniamo a batterci per fare in modo che ogni singolo euro generato a Trieste venga speso qui, come previsto anche dalla legge italiana 3054/5234Normattiva, il portale della legge vigente – Legge 3054 del 1952. Saranno inoltre avviate azioni per ottenere il risarcimento dei trasferimenti illegittimi effettuati in passato.

11.7 Per sfruttare i vantaggi dello Status di Trieste già nel breve termine, sarà proposta e promossa l’instaurazione di una Zona Franca Territoriale (applicata quindi sull’intero Territorio), in grado di risollevare in pochissimo tempo l’economia e la finanza triestina, oltre a generare migliaia di nuovi posti di lavoro già al termine dei primi 2 anni di attivazione. Questa Free Zone dovrà necessariamente essere pensata come un’applicazione della legge internazionale vigente, e non come un’alternativa ad essa, opzione dimostratasi già in passato irrealizzabile35Repubblica – Una piccola guerra fredda, 1994 e fallimentare36Repubblica – Off-shore, il sogno di Trieste, 1997.

11.8 Nell’area del Porto Vecchio (porto Nord) saranno sviluppate, in collaborazione con partner esterni, attività di servizi finanziari per il Centro Europa, così come per facilitare i rapporti fra il continente europeo e il resto del mondo.

11.9 Per tutte le attività in cui Trieste può (o potrà in futuro) vantare condizioni di eccellenza, come per esempio nel caffé, nell’ambito assicurativo, o nella scienza applicata, sarà agevolato il passaggio da “semplice” eccellenza a hub di riferimento globale. Questo implica, fra le altre cose, la creazione di una piattaforma di scambi finanziari e di investimenti. Anche in caso di nuovi specifici traffici tramite il nostro Porto, ne sarà agevolato lo scambio e la contrattazione tramite una specifica borsa. Un esempio è la Borsa del Caffé che fu fondata nel 1904 e poi smantellata.

11.10  Va reinstaurata una Borsa merci (commodity exchange), già fondata a Trieste nel 1755 da Maria Teresa, fra le prime al mondo, e successivamente demolita.

11.11  Sarà valutata la possibilità di fondare un mercato elettronico predittivo37Potenzialmente su modello dell’Iowa Electronic Market – Iowa University, https://tippie.biz.uiowa.edu/iem/, una categoria resa sicura ed affidabile dalle più recenti piattaforme tecnologiche.

11.12  L’obiettivo finale sarà quello di riaprire la Borsa Valori (stock exchange) di Trieste – criminalmente chiusa nel 1997 dopo oltre due secoli di attività – come piattaforma di libero scambio e vettore di espansione per la nuova economia triestina.


 

12.  Legalità

12.1 L’unicità dello Status di piena e propria sovranità di Trieste è, oggi, non più una questione di opinioni ma di fatti38V. Dichiarazioni di Alfred De Zayas, professore di Diritto Internazionale presso la Geneva School of Diplomacy ed ex commissario ed esperto ONU (2018).. La legge internazionale non ammette ignoranza: Trieste è capitale del Territorio Libero, e questa condizione va applicata senza indugio, se vogliamo cogliere l’opportunità di dare un futuro alla nostra comunità.

12.2 Trieste è stata spinta dalla propria posizione naturale e dalla geografia, durante tutta la sua storia, ad essere indipendente o fortemente autonoma. Siamo, infatti, l’unico punto d’incontro fra i tre principali gruppi culturali europei: latino ad Ovest, germanico a Nord, slavo ad Est. Nella piena libertà delle scelte personali di ognuno, come comunità dobbiamo essere in grado di rapportarci con tutti e tre i gruppi, se vogliamo crescere.

12.3 Ad oggi appare evidente: o iniziamo a remare tutti dalla stessa parte, al di là delle appartenenze e delle storie individuali, oppure Trieste non avrà un futuro. L’unità di intenti fra triestini, così come una ritrovata unitarietà fra Trieste ed il proprio hinterland, fino ad estendersi all’intero bacino Adriatico-Danubiano, sono tratti fondamentali e da sviluppare necessariamente.

12.4 L’indipendenza di Trieste dev’essere certamente amministrativa, ma prima di tutto pratica e mentale. Questo implica maggiori sforzi e difficoltà da superare, ma anche e soprattutto maggiori benefici per tutti.

12.5 Trieste non rappresenta una nuova entità mononazionale, ma va inquadrata come città-stato internazionale: una condizione che storicamente ha rappresentato l’apice della civiltà, essendo adatta ad essere un modello di sviluppo internazionale, snello e condiviso.

12.6 Per evidenti questioni strategiche, non sarà possibile descrivere nel dettaglio le azioni che saranno portate avanti per finalizzare il nostro Status di indipendenza all’interno di un programma pubblico. Un complesso piano d’azione sarà sviluppato e affinato nel tempo.

12.7 Le azioni da portare avanti dovranno essere sviluppate e coordinate ad ogni livello: dalla creazione di un nuovo stato di fatto tramite l’informazione corretta della cittadinanza, fino ai rapporti con gli Stati vicini; dalla rappresentanza nel mondo (per esempio presso l’ONU), fino ad azioni d’attacco presso organi arbitrali o giudiziari internazionali.


 

13.  Registri ufficiali

13.1 La mappatura delle aree inquinate servirà a far partire procedimenti legali contro chiunque si sia reso protagonista di crimini contro la salute dei cittadini, oltre che alla risoluzione del problema tramite una strategia di pulizia e bonifica.

13.2 Saranno censiti i muri grigi e in decadimento, con l’obiettivo di migliorarne le condizioni sia con installazioni temporanee che con interventi a lungo termine.

13.3 Sarà creato un registro contenente tutte le attività sportive e hobbistiche presenti sul territorio, in modo che ogni cittadino possa facilmente relazionarsi con esse e scoprire nuove possibilità.

13.4 Sarà creato un database di uffici ed edifici sfitti39Già in parte realizzato – Catalogo Spazi Opportunità, http://www.pso-trieste.eu/#/home, in modo da poter agevolare la crescita sia delle startup/aziende locali che di chi vorrà insediarsi qui, in tempi rapidi.

13.5 Sarà creato un registro delle professionalità tecniche di supporto alla creazione ed allo sviluppo delle aziende, grazie al cui contributo sarà possibile mappare costi e condizioni in modo semplice ed intuitivo, per permettere a chiunque abbia un’idea – e i mezzi per realizzarla – di lavorarci, senza eccessiva burocrazia o costi nascosti.

13.6 L’Anagrafe del comune incorporerà temporaneamente l’anagrafe del Territorio Libero di Trieste, a disposizione di tutti i residenti. Sarà inoltre istituito un apposito registro auto-moto-aero-nautico40Sarà anche incluso un Sistema di numerazione velica, basato – assieme a tutte le attività sportive presenti sul Territorio – sul proposto codice ISO 3166-1 alpha-3 (TRS), mentre per quanto riguarda tutti i mezzi a motore sarà utilizzato l’attuale codice ISO 3166-1 alpha-2 (TS)..

13.7 I registri del Territorio Libero prevederanno specifici e pratici vantaggi per chiunque deciderà di usufruirne41Per esempio, una procedura facilitata ed un programma di scontistica relativo ai trasporti pubblici ed a vari servizi in città, fra cui parcheggi, musei, cinema, teatri, e così via., secondo le leggi in vigore.

13.8 Saranno inoltre predisposti degli sportelli automatici per il rilascio di certificati ed attestati che riguardano il cittadino, senza dover fare file per operazioni di ordinaria amministrazione.

13.9 Dobbiamo rispetto a chi ha costruito questa città: la denominazione originale di nomi, strade e località di Trieste e Territorio va ripristinata. Sarà per questo creato un apposito registro della toponomastica storica.

13.10 Sarà istituito un registro dei cognomi (cambiati a forza a decine di migliaia di persone nella prima metà dello scorso secolo42Un registro parziale dei cognomi italianizzati a forza è già disponibile online – http://triest-ngo.org/cognomi), grazie al quale chiunque vorrà tornare al proprio cognome originario potrà farlo con facilità. Questi passi sono necessari per chiudere una ferita storica e pensare al futuro, ritornando allo spirito di una Trieste inclusiva e multisfaccettata, in grado di guardare ad ovest, così come ad est e a nord.


 

14.  Democrazia diretta

14.1 Crediamo che tutti i cittadini abbiano il diritto di partecipare alle decisioni che ne influenzano direttamente la vita.

14.2 Già adesso esistono i mezzi e le opportunità per fare in modo che, sulle questioni cruciali per la nostra comunità, siano i cittadini a poter decidere. Questo ad oggi si può fare in modo facile, rapido ed economico, ed alcuni fra gli Stati più avanzati al mondo si stanno muovendo verso sistemi che prevedono l’applicazione della democrazia diretta43Direct Democracy Navigator – http://www.direct-democracy-navigator.org/. Questo vale sia per micro-stati come il Liechtenstein44“Let us create a country in which, to the extent possible, the individuals themselves, not the State, shall make each individual’s decisions and decide upon their needs” – HSH Prince Alois, Hereditary Prince of Liechtenstein; August 16, 2005., così come per entità più complesse come Islanda45From crisis to direct democracy? The case of Island – Carsten Berg46Better Reykjavik, http://betrireykjavik.is/ e Svizzera47Having your say on political matters – Swiss Government48Landsgemeinde – Wikipedia, http://en.wikipedia.org/wiki/Landsgemeinde.

14.3 Le nuove tecnologie hanno reso sempre più evidente il divario fra gli interessi della cittadinanza e le azioni degli amministratori – che, specialmente in realtà come Trieste, portano a risultati mediocri, quando non disastrosi. Se non saremo noi cittadini, ad occuparci di Democrazia, la “democrazia” dei partiti continuerà ad occuparsi di noi, con i risultati che tutti conosciamo. Siamo fermamente convinti che se faremo come abbiamo sempre fatto, otterremo cio’ che abbiamo sempre ottenuto. Il sistema politico attuale va quindi evoluto.

14.4 Ci sono delle sfide da affrontare, per raggiungere la democrazia diretta con efficienza: oltre all’elasticità mentale necessaria ad affrontare problematiche complesse con maturità, un “muscolo” da allenare nel tempo, sarà necessario fare attenzione ai numeri. Un campione basso di votanti è infatti molto più facilmente manipolabile o sabotabile da minoranze organizzate, rispetto a una votazione che coinvolge svariate migliaia di persone: dobbiamo stare attenti a derive di questo tipo.

14.5 Già da oggi, su questioni-chiave e ampiamente discusse come la chiusura dell’area a caldo della ferriera (sulle quali regna un caos voluto dall’alto), l’applicazione della democrazia diretta sarebbe non solo possibile, ma anche auspicabile.

14.6 Ne consegue che il passaggio dovrà essere graduale, ma sarà una conquista epocale per tutti: una volta acquisito questo diritto, diventerà un nuovo standard nei rapporti fra cittadino ed amministrazione, e non sarà nemmeno immaginabile tornare indietro.

14.7 Secondo la democrazia diretta le decisioni vengono il più possibile condivise; il ruolo della maggioranza è di farle eseguire, quello della minoranza è di monitorarne la corretta esecuzione.

14.8 Il ruolo dell’amministratore dovrà essere quello di accettare le decisioni dei cittadini, ma i cittadini stessi dovranno imparare a scegliere senza fidarsi ciecamente di partiti o persone influenti. Con il tempo, saremo in grado di responsabilizzarci e prendere decisioni con la stessa maturità che oggi hanno i popoli che impiegano questo sistema da decenni. Prendersi le proprie responsabilità e rispondere delle proprie decisioni è difficile, ma è necessario, se vogliamo costruire un futuro migliore e condiviso.